i fatti, le parole e il ministero della salute

libere mamme

L’Italia è strana, un po’ anarchica un po’ fascista, tutta bianca e tutta nera, senza mai una mezza misura. In un paese così, fino a prova contraria sono tutti colpevoli.

Cosa fare quando un italiano si macchia del peccato del dubbio? Quando pone una domanda di cui si farebbe sinceramente a meno?

Si taglia la testa al toro.

Hai dei dubbi? Delle preoccupazioni? Vuoi saperne di più? L’Italia bussa e dice:

Salve, sono Wolf. Risolvo problemi.

Inutile perdere tempo con le domande. La verità sta da una parte e non si discute. Basta con i medici ignoranti dispensatori di incertezze. Basta peli nell’uovo. Basta farmaci con le controindicazioni. Basta parole.

In Italia finalmente è arrivata la ministra Lorenzin e ha detto: zitti tutti. O vi vaccinate o sono c. vostri. Affermazioni che lasciano il tempo che trovano, perché alcuni articoli della costituzione italiana ne annullano la legittimità. Oltre al…

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Mia figlia, don Chisciotte – di Alessandro Garigliano

libere mamme

1998. Era settembre e arrivavo a Torino. Porta Nuova. Via Nizza a piedi fino a via Steffenone. Entravo nella mia nuova casa, da condividere con altri studenti della scuola Holden. Tra loro c’era Alessandro Garigliano.

Lunedì sarebbero iniziate le lezioni nella scuola elegantemente sistemata al primo piano di un palazzo di Corso Dante, a due passi dal Valentino. Molti di noi stonavano. Non eravamo eleganti. Non c’entravamo niente con Torino, anche se poi ce ne saremmo innamorati. Eravamo determinati. Volevamo scrivere. Avevamo milioni di cose da dire e cercavamo il modo.

Due anni più tardi, insieme al vecchio millennio si chiudeva il nostro corso alla Holden e quasi tutti lasciavamo Torino. Io tornavo a Roma e Alessandro a Catania.

L’ho rivisto due volte nel corso degli anni. Nel 2014 alla presentazione romana del suo primo romanzo, Mia moglie e io. Poi quest’anno, nella bella libreria Koob, dove Alessandro…

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sola

libere mamme

Domenica 2 aprile solita giornata dei musei gratuiti. Mi sono detta: vado alla Gnam, ora Galleria Nazionale. L’ho proposto in casa ma nessuno ha voluto seguirmi. E sono andata da sola.

Nella mia vita di madre, una delle cose che mi mancano di più è la solitudine. Non l’isolamento, che è condizione nella quale ogni donna con figlio prima o si imbatte. La solitudine, cioè stare da sola, senza nessuno tra i piedi.

Così tutta allegra me ne sono andata in macchina con la radio a volume sostenuto. Sono arrivata in viale delle Belle Arti, ho parcheggiato e sono entrata. Ho snobbato il piccolissimo bar al centro del grande ingresso e sono partita per il mio tour.

Prima emozione. La nostalgia. Per i Passi di Alfredo Pirri, il pavimento specchiante che accoglieva e frammentava e che adesso non c’è più.

Nella prima sala ho trovato opere originali insieme a copie…

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La tempesta a Valle Martella. Un’esperienza di museo relazionale

libere mamme

la tempesta

Da un’idea di Aldo Innocenzi, protagonista del collettivo d’arte Stalker, il laboratorio City walk city talk investe uno dei quartieri nati negli ultimi cinquanta anni alle porte di Roma.

Il Museo Relazionale è approdato a Valle Martella, una frazione di Zagarolo spuntata negli anni Sessanta come un campo di funghi e nel tempo cresciuta in barba a progetti, vincoli, concessioni e regole. Un luogo talmente spontaneo da rendere inapplicabile il condono edilizio del 2003, quando centinaia di abitazioni che potevano finalmente essere investite di legittimità urbanistica sono rimaste nel limbo di ciò che esiste senza averne la concessione. Valle Martella è un quartiere alle porte di Roma dove vivono quattromilaquattrocentodieci anime perfettamente divise tra maschi e femmine. Dove ognuno ha costruito come poteva e come voleva. Ciascuno a suo modo. Una superficie vuota sulla quale emergono oggetti abitativi incoerenti. Valle Martella è un’anticamera al paradiso della capitale. Un posto…

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l’albero dei pensieri

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lalbero-dei-pensieril’albero dei pensieri, Monica e Orlando, tempera su parete, novembre 2016

da un’idea di Marianne Musgrove in Juliet e l’albero dei pensieri, il nostro albero realizzato nella stanza di Orlando

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sabato nel pleistocene

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casal de' pazzi

Se è vero che la vita riserva sorprese, qualche volta può farlo anche Roma.

Sabato scorso a mezzogiorno ho pensato: facciamo qualcosa di nuovo. E mi è venuto in mente il museo di Casal de’ Pazzi. Ho cercato online e ho letto che sono previste entrate solo la mattina, fino all’una. Ho chiamato comunque il numero per le prenotazioni e mi è stato detto che quel giorno, in via eccezionale, c’ci sarebbero state delle visite anche nel pomeriggio.

È stato così che alle sei in punto eravamo nel giardino del Pleistocene, io, Orlando e due nostre amiche mamma e figlia. Un posto incredibile, un pezzo di terra dove nel 1981 gli scavi edilizi hanno fatto emergere i resti di una porzione del vecchio corso del fiume Aniene e dei suoi abitanti, animali e umani vissuti duecentomila anni fa.

Siamo arrivati, ci siamo guardati intorno, abbiamo guardato il giardino, ci…

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i grandi e i piccoli

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grandi e piccoli

A quasi un mese dalla sua entrata in casa, la varicella, propagatasi di figlio in padre, finalmente ci lascia e noi la salutiamo con gioia. Varicella addio!

Il brutto di queste esantematiche, per chi le ha già avute, è che costringono i propri cari a stare in casa, in un rapporto di convivenza coatta che la metà basta per impazzire. “Immagina in carcere” ho detto io e il padre di mio figlio ha risposto “almeno lì stanno solo tra maschi”. Certo, è vero, ma nemmeno così il gioco vale la candela e io, dal canto mio, continuo a farmi impressionare da chi invoca la gogna e la galera, sicuro che tanto non lo riguarderà mai da vicino, senza considerare che le sorprese, sia le belle che le brutte, vengono a bussare alla porta di chiunque inaspettatamente, costringendo a rimettere le mani su tutto ciò che fino a quel momento si…

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Aspettare La città incantata

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la-città-incantata

In primavera la quarantena è dura. Siamo stati costretti in casa dalla varicella, mentre fuori il mondo rinasceva. Ad aiutarci sono arrivati il tempo incerto e una programmazione cinematografica casalinga che ha rotto alcuni indugi. Abbiamo visto La città incantata di Miyazaki. Era tanto che lo aspettavo. Tutti mi dicevano: non ancora, è presto, Orlando si spaventerà. In questi giorni ho pensato che niente sarebbe stato peggio della varicella. Era finalmente arrivato il tempo di farlo.

Miyazaki è stato tra gli illustratori di cartoni che hanno segnato la mia infanzia. Forse per questo quando guardo un suo film penso che nessun disegno possa rendere meglio il mondo incantato dei bambini. E la resa a tutto tondo dell’animazione di ultima generazione mi sembra pacchiana, senza poesia, troppo ammiccante, tondeggiante, pesante.

La città incantata inizia così, meravigliosamente bidimensionale. Ero pronta a interrompere la visione appena Orlando si fosse spaventato. È vero, i…

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A caccia di film. Nel paese delle creature selvagge

libere mamme

nel paese delle creature selvagge

Varicella. La nostra prima esantematica. Una settimana di quarantena. Al secondo giorno il cielo è terso, nonostante le previsioni, e noi contempliamo il mondo dalla finestra. Aspetteremo pazienti di uscire a rivedere il sole. Intanto ci organizziamo. Ci sfidiamo alla Fattoria, il gioco consigliato dall’esperto della Città del sole, a Non ti arrabbiare, ci riempiamo di talco alla calendula e ci vediamo un film. Nel paese delle creature selvagge, la pellicola del 2009 tratta dal racconto di Maurice Sendak Nel paese dei mostri selvaggi e diretta da Spike Jonze, che ne ha scritto la sceneggiatura insieme a Dave Eggers. Eggers in questi giorni torna e torna.

È un film bello, delicato, lontano dai colori un po’ gridati del cinema per ragazzi che arriva da oltreoceano. È la storia di un bambino speciale, che non riesce a contenere le proprie emozioni e che per qualche ora diventa re di…

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lezioni d’arte a scuola di orlando

dopo il successo della scorsa settimana, a grande richiesta della scuola, si replica

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leviathan di damien hirst

Insieme a due amici che si occupano di arte, abbiamo organizzato un workshop nella scuola di Orlando.

Alle 10 la grande emozione del cinema è entrata negli spazi della scuola: tutti seduti davanti allo schermo per la proiezione di immagini d’arte dalla preistoria ai giorni nostri. Alle 11 tutti per terra a disegnare e dipingere.

Abbiamo diviso i piccoli partecipanti in quattro gruppi, ciascuno secondo la propria preferenza. Tra le sedici opere proposte, i bambini ne hanno scelte quattro: uno degli squali di Damien Hirst; il raggio laser di Maurizio Mochetti; l’albero della vita di Gustav Klimt; l’impronta della mano nella grotta del Pech-Merle. Insomma, la contemporanea si conferma l’arte più vicina ai bambini. Seguita con grande distacco da quella preistorica. Assolutamente ignorate la classica e la moderna. Le sculture in marmo, poi, hanno lo speciale potere di raggelare il pubblico: nessuna reazione.

Leviathan di Hirst ha avuto un successo…

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